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Le Resine, aromi primordiali

Le Resine, aromi primordiali

L'uso delle resine e dei balsami vegetali ha una storia molto lunga che va indietro alla storia dei primi ominidi: si suppone siano stati notati quando fu scoperto e controllato il fuoco nel paleolitico inferiore; l'aroma rilasciato dai rami resinosi che bruciavano deve aver attirato l'attenzione dell'homo erectus e iniziato cosi una conoscenza che si sarebbe tradotta più tardi, nelle principali civiltà del modo antico, nell'uso sacro di bruciare resine aromatiche per profumare i templi dedicati agli Dei per ingraziarsi i loro favori: da questi fumi fragranti che salivano al cielo nascerà anche la parola “profumo”, dal latino pro-fumum, che significa “attraverso il fumo”.

Le resine ed i balsami naturali sono sostanze viscose che si ottengono per l'incisione della corteccia o per una loro naturale emissione a causa di lesioni, di particolari tipi di piante. Il liquido che fuoriesce indurisce nel giro di qualche ora e dopo qualche settimana può essere raschiata via dal tronco e raccolta sotto forma di grossi pezzi a forma di goccia. Le resine possono essere usate tal quali o, trattate con vapore acqueo, per produrre i rispettivi oli essenziali. Sono materiali estremamente profumati, in particolare quando sono bruciati. Hanno proprietà antisettiche, antinfiammatoria e astringente ed il loro uso medicamentoso è descritto in diversi documenti egiziani, persiani, greci e romani.

Come per le spezie, anche le resine sono state importate abbondantemente dai luoghi di produzione, principalmente dallo Yemen, Oman, Somalia, Eritrea attraverso vie di comunicazione terrestri note come Vie dell'incenso, che risalivano la penisola araba lungo la coste del Mar Rosso per arrivare nei porti mediterranei egizi e palestinesi.

L'incenso e la mirra sono le due resine più importanti e sono costituite prevalentemente da terpeni come l'alfa-pinene, beta-pinene, limonene e terpinolene che ne determina l'odore fresco, agrumato e un pò pungente; i balsami come il benzoino, lo storace ed il labdano contengono sostanze dal carattere olfattivo più dolce e aromatico come gli esteri cinnamici e benzoici.

L'uso sacro di balsami e resine si ritrova ancora oggi e per molte persone il collegamento chiesa-incenso costituisce una memoria olfattiva molto forte, ma il loro uso si è esteso alla cosmetica ed in particolare in profumeria dove sotto forma di estratti ed oli essenziali sono usate come note di fondo data la loro proprietà fissativa sulla struttura odorosa dei profumi che li contengono. E' nella famiglia di profumi denominata Orientale dove le resine e i balsami trovano molto spazio associata a note dolci come la vaniglia e la cannella.

Gli aromi di resina e balsamici arricchiscono anche il bouquet di vini, birre e cibi che incontriamo tutti i giorni. Per esempio, nelle birre possono essere dovuti all'utilizzo di alcuni luppoli Nord Americani con marcato sentore di resina di pino. Nei vini, possono essere dovuti a fenomeni di affinamento in botte.

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