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I profumi del legno: sofisticati e caldi.

I profumi del legno: sofisticati e caldi.

Da sempre il legno è presente nella vita dell'uomo come uno dei primi materiali da costruzione, se non il primo in assoluto. Materiale versatile, di diversa consistenza in relazione alla tipologia botanica, il legno è impiegato da sempre sia per costruire utensili quotidiani e domestici che dimore e finanche armi. I legni con proprietà odorose erano usati nelle cerimonie religiose, come base nella preparazione degli incensi ed anche per scolpire le statue dedicate agli dei. Ai loro profumi sono state spesso associate proprietà magiche o con forte impatto sulla mente. Alcuni esempi. Il Cedro, albero millenario simbolo di longevità e di potenza, dà origine ad un olio essenziale dal profumo caratteristico che sembra avere proprietà antidepressive. Il Sandalo, originario dell’India, il cui profumo di incenso veniva utilizzato per facilitare il rilassamento e la meditazione. Il Patchouli, piccolo arbusto originario dell’Asia, divenuto famoso in relazione ai movimenti Hippie negli anni ’60 e ’70 per le sue presunte proprietà narcotiche e afrodisiache.

L'odore dei legni è dovuto agli oli essenziali ed alle resine generate durante la crescita dell'albero: prodotte naturalmente, queste sostanze impregnano le fibre legnose rendendole fragranti.

La tecnica principale di ottenimento delle essenze dei legni è la distillazione a vapore: il legno ridotto a segatura è mescolato all'acqua e, dopo un breve periodo di macerazione, la miscela è riscaldata e portata all'ebollizione. Il vapore ricco di essenza è poi raffreddato e raccolto dove si separa l'olio essenziale più leggero che viene poi imbottigliato.

Le essenze dei legni sono ampiamente usate nella profumeria, tanto da aver dato il nome ad una delle 7 classi riconosciute di profumi. Le più importanti e conosciute essenze legnose utilizzate sono quelle del Sandalo, del Patchouli, del Vetiver, del Cedro e le molecole chimiche che costituiscono e caratterizzano queste essenze sono per lo più alcoli sequiterpenici di varia struttura il cui nome si ricollega alla particolare essenza di origine: Santalolo, Vetiverolo, Patchoulolo, Cedrolo.

Classici profumi legnosi sono il Vetiver di Guerlain, Feminitè du Bois di S. Lutens, Must di Cartier, Egoiste di Chanel.

Al mondo del vino le essenze legnose sono collegate a doppio filo: nell'esame olfattivo i sentori legnosi sono identificati come aromi terziari e la loro presenza dipende proprio dalla fase di affinamento e invecchiamento alla quale il vino viene sottoposto nelle botti, che sono fatte di legno. In questo caso il legno utilizzato è prevalentemente quello di quercia. Il trattamento termico (tostatura) a cui il legno della botte è sottoposto nella sua costruzione determina, quindi, direttamente le caratteristiche olfattive finali degli aromi terziari dei vini.

Il controllo dell'operazione di tostatura delle botti è importante perché produce dei cambiamenti nella composizione chimica del legno utilizzato, portando alla formazione di moltissimi composti chimici volatili come aldeidi, chetoni, fenoli, lattoni, etc. responsabili proprio degli aromi caratteristici che si ritroveranno poi nel vino, dai sentori di vaniglia (vanillina), caffè e cacao (pirazine), affumicato (guaiacolo), speziato (eugenolo), mandorla (benzaldeide), cocco (ottalattone), caramello (furanone).

Tutte queste molecole o parte di esse vengono quindi solubilizzate dal vino durante la sua permanenza in botte; perciò dalla conoscenza della qualità del vino e del tipo di botte utilizzata l'enologo potrà prevedere le caratteristiche sensoriali finali del prodotto che uscirà dopo il periodo di invecchiamento stabilito.

 

Gli aromi di TasterPlace includono le essenze di legno di quercia, legno di limone, affumicato, legno tostato. Clicca qui per scoprire la lista completa di aromi.